lunedì 20 agosto 2012

«Rifiuti e differenziata a Roma: caso eclatante»


Il ministro dell'Ambiente Clini boccia la Capitale e la gestione dei rifiuti: «Situazione incredibile, non da capitale europea»

Il ministro Corrado Clini (Ansa)Il ministro Corrado Clini (Ansa)
ROMA - La definisce «una situazione incredibile», di più, un «caso eclatante», «non da capitale europea». Insomma, ancora una volta per quanto riguarda rifiuti e raccolta differenziata, Roma viene bocciata dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini che, al Meeting di Rimini, ha avuto parole molto critiche per quei comuni che si «adagiano» in attesa di una soluzione imposta da qualcun altro. Tra questi la Capitale appunto, ma anche alcune realtà regionali come la Campania, la Calabria, la Sicilia.
Gabbiani e rifiuti nella discarica di Malagrotta (Jpeg)Gabbiani e rifiuti nella discarica di Malagrotta (Jpeg)
«LONTANI DAL 65%» - «C'è una parte delle nostre città - ha spiegato il ministro - che si muove coerentemente con le direttive europee e le leggi nazionali». Sono sempre più le città d'Italia a puntare il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata «fondamentale per un Paese come l'Italia che non ha risorse e che può trarre beneficio dal trattamento del ciclo dei rifiuti». Ma «gran parte delle regioni del Sud e anche Roma, sono lontane dal raggiungere questo obiettivo». E «il caso Roma è eclatante, incredibile per una Capitale». Il dato romano sulla differenziata, ha sottolineato Clini, «è più vicino al 21% che al 24%, e poi c'è la più grande discarica d'Europa che dovrebbe essere chiusa». A giudizio di Clini «l'obiettivo nazionale e della legge europea è di ridurre i rifiuti e di dare priorità alla raccolta differenziata: speriamo che Roma, da qui a due anni, possa conformarsi agli obiettivi»
Striscioni di protesta dei residenti contro la nuova discarica (Jpeg)Striscioni di protesta dei residenti contro la nuova discarica (Jpeg)
«INATTIVITA'» - «È troppo comodo - ha continuato Clini - avere un sistema in cui non ci si carica sulle spalle la responsabilità di prendere delle decisioni che possono essere impopolari. Si attende l'arrivo di un commissario governativo che con nuovi soldi è chiamato a risolvere il problema». La gestione del ciclo dei rifiuti, a parere di Clini, «deve essere un'attività di impresa e non un'attività amministrativa. Quella di Roma è la situazione più eclatante per una capitale europea perché riesce a malapena a fare un 21-22% di differenziata».
IL CASO MALAGROTTA - Il caso della discarica di Malagrotta è esemplare. La più grande discarica europea, ha rimarcato Clini, la cui chiusura è stata più volte prorogata. «Che cosa è successo a Roma? Invece di fare un piano per la raccolta differenziata e accelerare procedure e adempimenti si sono inventati l'emergenza ambientale e hanno cominciato a cercare una nuova discarica. Per cui dal marzo del 2011 le amministrazioni locali hanno speso tutte le risorse politiche, economiche e tecniche per cercare una nuova discarica anziché fare tutto quello che fanno le grandi capitali europee: differenziare e riciclare. Speriamo che da qui a due anni la situazione di Roma possa migliorare».

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