lunedì 20 agosto 2012

Conte, affondo della difesa "Carobbio cerca di evitare il carcere"



Conte, affondo della difesa
"Carobbio cerca di evitare il carcere"

Conte, affondo della difesa  "Carobbio cerca di evitare il carcere"
Antonio Conte al suo arrivo
Il legale del tecnico punta l'indice sul grande accusatore: "Cerca di ridimensionare il suo ruolo nel calcioscommesse". L'allenatore bianconero, squalificato per dieci mesi è arrivato con i legali e l'ad Marotta. Respinte le istanze di Codacons e Federsupporter. La difesa del presidente del Grosseto: "Il ds Iaconi mi portò sei criminali"
di MATTEO PINCI

ROMA - Il secondo grado del processo al calcio scommesse ha il volto di Antonio Conte. Il protagonista indiscusso della prima giornata d'appello raggiunge l'aula dell'ex ostello della gioventù del Foro Italico intorno alle 13.30: giacca scura, camicia bianca, accompagnato dai legali Giulia Bongiorno, Antonio De Rensis e Luigi Chiappero. Sulla testa la condanna in primo grado a 10 mesi di squalifica, per la doppia omessa denuncia di Novara-Siena e Albinoleffe-Siena della stagione 2010-11, quando era l'allenatore del Siena. Davanti, l'obiettivo realistico di uno sconto concreto sulla pena, ma anche la speranza dell'assoluzione. In questo senso si concentra il lavoro del collegio difensivo. Incentrato anche sui limiti della giustizia sportiva per motivare l'iniziale scelta di patteggiamento (respinto dalla Disciplinare): "Sulla bilancia c'è solo il piatto dell'accusa, manca quello della difesa", sostiene Giulia Bongiorno. Che punta anche ad abbattere la credibilità di Carobbio, soprattutto in merito a Novara-Siena: "Il gip di Cremona Salvini, esperto di pentitismo, di Carobbio dice che alterna verità e fantasia. Le menzogne di Carobbio si trovano nelle sue motivazioni, perché il suo problema non è se giocherà ancora ma se finirà in carcere. E lui prova a derubricare un reato associativo che in Turchia è costato 13 anni di carcere, in un peccato da spogliatoio, una frode sportiva, e per questo si tira dentro Conte e la società. I tabulati provano che quella gara è il frutto 
di un accordo tra Carobbio e gli zingari". La carta a sorpresa è in un verbale di Cremona: "In quel verbale - ricorda il legale - il pentito Carobbio dice che l'accordo di spogliatoio era per il pari a reti inviolate. E per giustificarlo al pm che gli segnala che sia finita 2-2, inventa la favola di Calaiò che per caso fa 4 gol in due partite, anche quella con il Torino".

Oltre un'ora complessiva di arringhe difensive, per il tecnico: singolare, dopo che a ogni altra posizione ne erano stati concessi meno, molti meno, spesso non più di dieci. E sulla credibilità di Carobbio torna anche l'avvocato De Rensis: "La Disciplinare ci dice che Carobbio, la fonte della credibilità, dice di non aver alterato Novara-Siena, e che ha però alterato Novara-Siena come dimostrano i tabulati delle telefonate con Ilievski con la scheda di un egiziano. E poi perché se Carobbio dice che nella riunione tecnica c'erano tutti i giocatori del Siena, oggi non sono imputati per omessa denuncia? La giustizia non deve aver paura di ammettere che Carobbio può non essere credibile in un caso o due". Diretto anche Chiappero: "Carobbio è intrinsecamente inattendibile e lo dimostra il fatto che qui non ci siano i giocatori del Siena presenti alla riunione tecnica". E se l'accusa per Novara-Siena sembra davvero poter iniziare a scricchiolare, appare più stabile la posizione della Procura Federale in merito ad Albinoleffe-Siena. Su cui la difesa ha evocato a sostegno della tesi che Conte potesse non sapere, lo stesso Carobbio: "é lui che ci dice che Stellini gli consiglia di non chiedere a Conte il permesso per raggiungere la moglie, perché è un bisbetico ed è meglio fargli trovare la situazione già definita. Per Carobbio, Stellini gli dice che è meglio non dire nulla a Conte, perché dovrebbe avergli detto lui di un illecito?".

"Nessuna dichiarazione contraddittoria, solo dichiarazioni progressive", sostiene invece il procuratore Palazzi difendendo le proprie accuse. Ribadendo la sua credibilità perché "fornisce dichiarazioni contra sé e non si rilevano elementi di risentimento". E sui tempi dilatati tra la prima e l'ultima audizione, invocato dalla difesa, il procuratore spiega: "Dovuti alla decretazione dei suoi verbali da parte della procura di Cremona". In più, l'obiettivo di ottenere uno sconto di pena, per Palazzi, "sarebbe stato ottenuto lo stesso, anche senza tirare in ballo Conte, a fronte delle ulteriori rivelazioni. In più, se avesse avuto intento calunniatorio non avrebbe atteso la fine dell'audizione". La partita passa adesso in mano alla Corte di Giustizia Federale del presidente Mastrandrea: in ansia anche il Grosseto, che rischia la retrocessione in Lega Pro, oltre ai tesserati Mario Cassano, Bertani, Drascek, Gheller, Vitello, Pellicori e Pesoli. Domani toccherà invece alle posizione relative al filone di Bari, in testa Pepe e Bonucci - la cui assoluzione è stata impugnata da Palazzi - ma anche Di Vaio e Portanova, il Bologna, il Lecce a rischio retrocessione. Tra mercoledì e giovedì le sentenze.

LA DIFESA DEL GROSSETO - Il legale del Grosseto, Mattia Grassani, punta sulla contradditorietà dell'ex dirigente della squadra toscana, Andrea Iaconi, per chiedere il proscioglimento del club e del suo presidente, Piero Camilli. "C'è un solo  tesserato che coinvolge il club e il suo presidente" - dice Grassani - "è il signor Andrea Iaconi. Se andate a vedere il comportamento di questo soggetto, il 28 di marzo ricostruisce una verità completamente diversa da quella che l'8 giugno riferisce alla Procura federale". Sulla stessa linea il patron della società Camilli, "Faccio il presidente da circa 20 anni. Di me posso dire di avere carattere duro, ma non sono mai stato sfiorato da nulla. Ho avuto la sfortuna di avere scelto un direttore sportivo (Andrea Iaconi, ndr) che ha portato 6 criminali, ma io faccio il presidente, non entro nei discorsi tecnici. Sono stato ucciso mediaticamente, ma davanti a voi c'è un uomo e non un presidente. Mi rimetto alla vostra capacità di leggere le carte".

ISTANZE INAMMISSIBILI - Dopo aver illustrato l'ordine d'intervento - primi negli interventi i legali del Grosseto (escluso dalla serie B) e del presidente Piero Camilli (5 anni e radiazione) - la Corte si è ritirata in camera di consiglio per decidere sulle istanze d'ammissione al processo presentate da Codacons e Federsupporter, dichiarandole "inammissibili".

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