venerdì 7 settembre 2012

LE BIG NON FALLISCONO


Ok Germania, Olanda e Inghilterra

07/09/12
Lampard, LaPresse
Esordio vincente per Capello nella prima gara di qualificazione ai Mondiali del 2014. La Russia batte infatti 2-0 l’Irlanda del Nord. Bene anche il Trap, che batte il Kazakistan (2-1, gol di  Keane e Doyle ). Passeggia l’Inghilterra contro la Moldavia (5-0). Tutto facile anche per Olanda (2-0, in rete Van Persie) eGermania (3-0, doppietta di Ozil). Il Portogallo fatica con il Lussemburgo (2-1). Successo per la nuova Francia di Deschamps (1-0).
GRUPPO A
Croazia - Repubblica di Macedonia 1-0
Marcatori: 24' st Jelavic

Galles - Belgio 0-2
Marcatori: 42' Kompany, 38' st Vertonghen

GRUPPO B

Malta - Armenia 0-1Marcatori: 25' st Sarkisov

Bulgaria - Italia 2-2Marcatori: 30' Manolev (B), 36', 39' Osvaldo (I), 21' st Milanov (B)
GRUPPO C
Kazakistan - Irlanda 1-2
Marcatori: 37' Konysbaev (K), 44' st rig. Keane ( I), 45' st Doyle (I)

Germania - Far Oer 3-0
Marcatori: 28' Gotze, 9' st, 26' st Ozil

GRUPPO D
Estonia - Romania 0-2Marcatori: 10' st Torje, 30' st Marica

Andorra - Ungheria 0-5
Marcatori: 12' Juhasz, 32' rig.Gera, 9' st Szalai, 23' st Priskin, 37' st Koman

Olanda - Turchia 2-0
Marcatori: 17' Van Persie, 45' st Narsingh

GRUPPO E
Slovenia - Svizzera 0-2
Marcatori: 20' Xhaka, 6' st Inler

Albania - Cipro 3-1
Marcatori: 36' Sadiku (A), 45' Laban (C), 39' st Cani (A), 42' st Bogdani (A)

Islanda - Norvegia 2-0
Marcatori: 22' Arnason, 36' st Finnbogason

GRUPPO F
Russia - Irlanda del Nord 2-0Marcatori: 30' Fayzulin, 33' st rig. Shirokov

Azerbaigian - Israele 1-1
Marcatori: 5' st Nacho (I), 20' st Abisov (A)

Lussemburgo - Portogallo 1-2 
Marcatori: 13' Mota (L). 28' C.Ronaldo (P), 9' st Postiga (P)
GRUPPO G
Liechtenstein - Bosnia-Erzegovina  1-8
Marcatori: 26', 31' Misimovic (B), 33', 40', 38' st Ibisevic (B), 46', 19' st, 36' st Dzeko (B), 16' st Christen (L)
   
Lituania - Slovacchia 1-1
Marcatori: 18' Zaliukas (L), 41' Sapara (S)

Lettonia - Grecia 1-2
Marcatori: 42' rig. Cauna (L), 12' st Spiropoulos (G), 24' st Gekas (G)

GRUPPO H

Montenegro - Polonia 2-2Marcatori: 6' rig. Blaszczykowsky (P), 27' Drincic (M), 45' Vucinic (M), 10' st Mierzejewski (P)

Moldova - Inghilterra 0-5
Marcatori: 4' rig., 29' Lampard, 32' Defoe, 29' st Milner, 38' st Baines
GRUPPO I
Georgia - Bielorussia 1-0
Marcatori: 8' st Okriashvili

Finlandia - Francia 0-1
Marcatori: 20' Diaby 

PARALIMPIADI: ZANARDI, UN ALTRO ORO


L'azzurro trionfa nella prova su strada

07/09/12
Zanardi - LaPresse
Quarantotto ore dopo aver conquistato l'oro nella cronometro,Alex Zanardi fa il bis trionfando nella prova su strada (categoria H4) alle Paralimpiadi di Londra. L'azzurro, con il tempo di 2h00'32", ha preceduto il sudafricano van Dyk (argento) e il belga Decleir (bronzo). Sempre nel ciclismo, Vittorio Podestà ha vinto il bronzo nella prova individuale H2. Bronzo anche per Cecilia Camellini nei 400 sl S11. Argento per la Oxana nei 100 m. T35.
Il 45enne ex pilota di Formula 1 ha vinto la la prova individuale H4 andata in scena su un circuito complessivo di 64 chilometri (8 giri). L'azzurro, con il tempo di 2h00'32", ha preceduto allo sprint il sudafricano Ernst van Dyk (argento) e il belga Wim Decleir (bronzo). Sempre nel ciclismo, Vittorio Podestà si è aggiudicato il bronzo nella prova individuale H2 (48 Km). L'azzurro ha chiuso col tempo di 1h38'02" alle spalle dell'austriaco Walter Ablinger (oro in 1h37'55") e dello svizzero Berset (argento in 1h37".

Altra medaglia anche per Cecilia Camellini, che conquista il bronzo nei 400 sl S11. La ventenne dell'ASD Tricolore Reggio Emilia ha chiuso in 5'20"27 alle spalle della tedesca Daniela Schultze (oro in 5'14"36) e della canadese Amber Thomas (argento in 5'15"48). Per la Camellini si tratta della quarta medaglia alle Paralimpiadi di Londra: in precedenza aveva conquistato l'oro, con tanto di record del mondo, sia nei 50 che nei 100 stile libero e il bronzo nei 100 dorso.

martedì 4 settembre 2012

Amnistia? Sarebbe la morte della civiltà


Ogni tanto sui media si affaccia una richiesta accorata di giustizia, di libertà, di civiltà, che riguarda persone che la giustizia l'hanno negata ad altri, che la libertà l'hanno usata per ferire o rubare, e della civiltà se ne sono fregate compiendo atti ad essa contrari.

 Oggi è l'appello di don Virgilio Balducchi, ispettore generale delle carceri di Bergamo, a suscitare la necessità di scrivere quanto già, tempo fa, scrissi all'Onorevole Pannella e al Ministro Severino.

 Parole che non riguardano solo me, libera cittadina che osserva le regole e rispetta gli altri, ma tutti coloro che dal reato sono stati colpiti - e sono molti - e tutti quei cittadini che non hanno commesso reati e non intendono commetterne -vuoi per onestà, vuoi per paura di essere puniti - che vogliono e devono sapere che lo Stato ha più premura verso gli innocenti e un'autorità indiscutibile verso chi fa loro del male. E che le leggi non possono essere infrante senza subire conseguenze adeguate e certe. Sarebbe l'anarchia. La morte della civiltà.

L'amnistia non potete chiederla. 
Non in nome della giustizia, né della libertà o della civiltà.  Non potete chiederla perché la pena è garanzia di Diritto e Dovere dello Stato. E' ciò che rende la legge insuperabile e una società civile. Non potete chiederla perché non risolve il problema come ha dimostrato il folle indulto del 2006.

Volete che vi elenchi quante persone sono state barbaramente uccise da chi è uscito grazie a quell'indulto? Ne basterebbe una per fare di quello stesso provvedimento un delitto. Sono di più. Quelle persone sono state ammazzate dallo Stato che non le ha tutelate da chi era socialmente pericoloso.

Le pene sono necessarie. Pene non certo più dolorose di quelle inflitte, non è la vendetta che i cittadini cercano, smettiamo di usare questa parola ogni volta che chi chiede giustizia apre bocca. La vendetta vuole più di quanto è stato tolto. La giustizia richiede pene in grado di educare e di essere quel sensibile motivo, di cui parlava Beccaria, che induce l'uomo a non commettere illeciti.

Se uno Stato non è in grado di mantenere salda la legge attraverso la severità del giudizio e una perfetta corrispondenza tra condanna e pena, il suo apparato crolla. Se continua a dare benefici a chi il male lo fa e a levarli a chi lo riceve; se continua ad aggiungere ingiustizia all'ingiustizia, il rischio che qualcuno la cerchi da solo, siamo onesti, c'è. Non solo i colpevoli sono umani, lo sono anche le loro Vittime.

E' bene che ci siano persone come voi che si occupano dei diritti dei carcerati. Che facciano in modo che le pene non siano degradanti, che non siano tortura. Ma ci sia consapevolezza che la tortura invece l'hanno subita le persone violate o uccise, e i loro familiari costretti a un dolore che stritola.

Le pene siano inderogabili.
L'amnistia no. Non potete chiederla. Non potete farlo perché non parlate di un bene che riguarda pochi. Parlate di un bene che riguarda tutti quanti: si chiama vita, e ha un valore immenso. Si chiama civiltà. Una società civile non si vede solo da come sono le sue carceri, si vede anche e soprattutto da come si comportano i cittadini. Dalla consapevolezza di ognuno che a un Diritto corrisponde un dovere. Dalla capacità dello Stato di rendere le regole insuperabili!
 

Voi, che andate ogni giorno nel carcere, che li avete visitati nelle loro celle, che li avete ascoltati e che, forse, avete pianto con loro per il dolore provocato da una "giusta" privazione della libertà personale, siete mai stati a casa dei familiari di un bambino ucciso, di una donna stuprata, di una giovane costretta sulla sedia a rotelle perché un uomo che diceva di amarla le ha sparato? Avete mai accompagnato una madre a riconoscere la figlia torturata e poi ammazzata all'obitorio? Avete lottato per fare sì che lo Stato impedisse che queste madri, questi padri, questi figli debbano andare da soli a riconoscere il corpo senza vita di chi amano ancora?


Voi chiedete che chi si trova in carcere a scontare una condanna sia trattato con dignità. E' giusto e ci batteremo per cambiare lo stato delle cose.
 Le pene non sono attualmente, nella maggior parte dei casi, educative. Non lo sono perché il sistema carceri, e anche il sistema giustizia, non funziona. Perché, concedetemi anche questo, i soldi non ci sono per chi, nel carcere, ci deve lavorare. Per chi, nel carcere, deve insegnare, prima di tutto, il rispetto per gli altri, quello che, mancando, ha condotto in prigione i carcerati.

Chiedete anche che chi ha commesso reati minori - dove per minore non si intende il numero di anni da scontare, ma il grado di gravità del reato - possa scontare la pena al di fuori del carcere facendo del bene agli altri. Che i drogati invece di stare in cella siano inseriti in comunità di recupero (costerebbe perfino meno che tenerli in carcere a fronte di risultati infinitamente migliori di recupero). Che i rei clandestini siano mandati a scontare le pene nel loro paese. Solo così le celle d'incanto sarebbero meno piene.

Chiedete che vengano attivate le carceri inutilizzate o le vecchie caserme. Che le celle non siano topaie. Che il carcere preventivo sia utilizzato sotto stretta sorveglianza di un "organo di controllo per il carcere preventivo" che impedisca abusi purtroppo ora possibili. Impuntatevi perché le persone possano uscire da una prigione "a misura d'uomo" solo quando sono educate "oltre ogni ragionevole dubbio". E' un loro diritto costituzionale. E anche nostro.

Il Diritto alla Vita va tutelato, come il Diritto alla "libertà civile" di viverla in serenità e salute, liberi dalla paura e dall'arroganza di chi abusa della propria libertà a danno della società intera.  C'è perfino chi parla di Diritto all'amnistia. Cioè? Volete dire: diritto a delinquere? Volete sputare in faccia a quei cittadini che rispettano le leggi e gli altri, volete dare una spintarella a quelli indecisi, volete dare un colpo mortale a chi il reato lo ha subito sulla propria pelle?

Voi, che vi private anche del cibo ( che molti nel mondo non riescono ad avere) per dare libertà a chi non la merita, forse non lo capite. O forse io non capisco voi, ecco perchè nel carcere ci sono voluta andare, per vedere con gli occhi, con la mente e con il cuore che cos'è per davvero. E mi sono resa conto che spesso si fa di tutta l'erba un fascio per motivi a me sconosciuti. Perché in Italia anche per quanto riguarda il carcere le eccellenze ci sono e devono essere un esempio al quale uniformare tutti gli istituti.

Avete mai pensato di fare battaglie per quei bambini abusati da pedofili mai condannati o mal curati, o usciti di prigione senza la certezza che non potessero più fare del male e che non potessero andare a vivere nello stesso palazzo delle loro Vittime? Andateci prima di chiedere l'amnistia. Andate a trovare le Vittime e a leggere negli occhi non il bisogno di vendetta, ma la paura di ritrovarsi faccia a faccia con chi ha distrutto le loro vite e ha tolto loro la libertà e molti altri diritti umani fondamentali che nessuno tutela. 

Decreto sanità/ "Non si risparmi sulla salute. Ambulatori h24? Meglio il 'vecchio' medico"



dottore
"Sono piuttosto critico verso questo provvedimento. Non ne vedo l'urgenza, innanzitutto, considerata la situazione che il Paese sta attraversando: non è il momento di spendere soldi e comunque non credo che questi eventuali investimenti andrebbero a migliorare il servizio per la salute dei cittadini". Questo il parere di Roberto Carlo Rossi, Presidente lombardo del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI), nonché Presidente dell'Ordine dei Medici di Milano, che in un'intervista ad Affaritaliani.itcommenta punto per punto il decreto Sanità - mercoledì in Cdm - del ministro Balduzzi. Un decreto che sta facendo molto discutere. Le Regioni hanno chiesto alcune modifiche, sollevando le proteste dei medici di famiglia, che minacciano lo sciopero.
Dottor Rossi, iniziamo dall'idea di introdurre studi aperti 24 ore su 24. Che cosa ne pensa?
"Credo che i cittadini dovrebbero essere meglio informati e poi avere la possibilità di esprimere un loro parere. Perché a livello mediatico sta passando il grosso equivoco che ci sarà 'il medico disponibile 24 ore su 24'. In realtà non sarà così: ci saranno sì dei maxi-ambulatori sempre aperti, ma per coprire i turni si dovrà prevedere una rotazione del personale. Quindi verrà meno il tradizionale rapporto tra il paziente e il medico di famiglia, punto cardine per gli italiani. Noi siamo abituati a una diffusione di medici di base più capillare di quella dei comandi dei carabinieri. In ogni paese ce ne sono 3-4, che aprono l'ambulatorio a loro spese. Se ora i professionisti saranno riuniti in maxi-strutture, si rischia di perdere questa capillarità. Non so se gli italiani saranno d'accordo. Anche perché la medicina generale si occupa di patologie che in fondo non richiedono questa assistenza continuativa. Per le emergenza del weekend o serali c'è già una rete di medici pronta a intervenire, per 'l'ordinaria amministrazione' si prende appuntamento con il proprio medico mentre per patologie gravi si fa ricorso agli specialisti. Infine, non vedo la disponibilità economica per attuare una rivoluzione simile: per allestire questi maxi-ambulatori, ci voranno strutture e personale. Lo Stato ha la disponibilità per questi fondi?"
Le Regioni chiedono che le Asl possano organizzare i servizi h24 utulizzando anche i dipendenti del servizio sanitario, ovvero medici ospedalieri spostabili in ambulatorio.
"La medicina generale viene troppo spesso sottovalutata, quasi non servissero competenze specifiche per esercitarla. Invece, è essa stessa una specialità. Un chirurgo non può sostituire un medico di base".
E sulla possibilità, al contrario, di trasformare i medici di base in dipendenti anziché liberi professionisti?
"Torniamo alla questione della fiducia paziente-medico. Un libero professionista è più motivato a creare un rapporto empatico con le persone, mentre si rischia che il dipendenti si adagi sulla filosofia del 'timbrare il cartellino', con una minore qualità del servizio".
Le Regioni chiedono anche di abolire il numero ottimale dei pazienti per ogni professionista (attulamente mille). E' d'accordo?
"Molte Regioni hanno già previsto una soglia superiore ai 1.500 soggetti. In Lombardia siamo a 1.750. Posso dire che per il singolo professionista rappresentano già un carico di lavoro notevole. E' una soglia che non si può innalzare troppo".
E l'idea di mettere dei limiti di budget ai medici?
"Sono assolutamente contrario sia come sindacalista che come ordinista. La salute non va budgetizzata. Ovviamente bisogna monitorare gli sprechi e sorvegliare. Ma un medico non può essere costretto a scegliere le terapie più o meno costose perché non può sforare una determinata soglia economica".
Si apre alle visite private negli ospedali, dando alle Asl il compito si organizzare spazi per consentire questa attività o affittare locali esterni.
"I medici sarebbero felici di un'attività intramoenia, senza dover correre qua e là. Ma bisogna farla bene, con strutture idonee e personale adeguato. E posso dire che la stragrande maggioranza delle strutture non è pronta. Torniamo al problema iniziale: c'è la disponibilità pubblica per fare investimenti?".

Fa molto discutere la tassa anti-obesità sulle bibite gassate.

"Condivido l'intento, ma non mi aspetto che una tassa possa avere effetti. Le bibite gassate sono un disastro per l'obesità infantile, ma il costo di una lattina che passa da 3 a 3,05 euro, per fare un esempio, non scoraggerà i ragazzini dal comprarla. Non sono per le punizioni, ma per l'educazione e il convincimento culturale".
Lei boccia molti aspetti del decreto del governo. Quali iniziative , al contrario, suggerisce?
"Punterei sulla prevenzione, sulla ricerca e sulla collaborazione con i medici di base proprio per questi aspetti. Per esempio, un medico di famiglia può fornire una serie di dati e informazioni sulla diffusione delle malattie che il Ministero centrale può analizzare e rielaborare per migliorare le cure e i servizi. Fondamentale, poi, la loro presenza nelle comunità per la sensibilizzazione e la prevenzione: basti pensare a quanto è importante il ruolo del medico scolastico, che può educare le nuove generazioni a tematiche come il fumo, le malattie sessualmente trasmissibili, i corretti stili di vita".

Recessione/ Imprenditore non paga l'Iva. Il giudice: "Assolto, è colpa della crisi"



rimborso tasse 2012
Non pagò l'Iva semplicemente perché non aveva soldi, colpa della crisi economica e di un cliente restio a saldare il conto. Secondo il giudice, quindi, non mancò la volontà di adempiere ai doveri con il fisco, ma la possibilità materiale di farlo.Condizione di illiquidità che non lo rende, pur se inadempiente al pagamento dell'Iva, perseguibile penalmente. Un imprenditore edile è stato assolto dal tribunale di Firenze. L'uomo nel 2007 non sborsò 176 mila euro di Iva. Nei suoi confronti venne aperta un'inchiesta per il mancato versamento dell'imposta. Su richiesta del pm, il gip emise un decreto penale di condanna da 7.500 euro.
Una decisione ingiusta, secondo l'imprenditore, che fece ricorso: il gupPaola Belsito gli ha dato ragione. L'imprenditore ha chiesto, prima del giudizio con rito abbreviato, di essere ascoltato in aula. Durante l'udienza ha raccontato che "la sua ditta, che stava facendo un lavoro importante per una società di Firenze - riassume il giudice nella motivazione della sentenza - si era trovata in estrema difficoltà economica perchè quest'ultima non aveva onorato le scadenze di svariati pagamenti, motivo per cui l'imprenditore, che già in precedenza era in estrema difficoltà economica in considerazione della difficile congiuntura, all'arrivo della raccomandata con la quale gli si chiedeva di pagare l'Iva non fu in grado di ottemperare".
In aula l'imprenditore ha detto di più: che quell'appalto 'importante' era da un milione e mezzo di euro e che gli era stata pagata solo la metà dell'importo. Quei soldi aveva preferito destinarli agli stipendi dei dipendenti e ai fornitori, anche per finire in tempo il lavoro e non dover pagare, addirittura, una penale.
A convincere il giudice è stato anche il fatto che dopo aver 'bucato' il pagamento del 2007 "essendosi un po' ripreso economicamente - continua la motivazione - l'imprenditore ha raggiunto un accordo con la agenzia delle entrate, ottenendo la rateizzazione" della cartella esattoriale, che "sta puntualmente pagando".
Con sanzioni e interessi, la cifra che deve pagare è passata da 176 mila euro a 300 mila. "Faremo ricorso per la decurtazione almeno delle sanzioni - spiega il legale dell'imprenditore, l'avvocato Vieri Becocci - Nel momento in cui il giudice riconosce l'impossibilità materiale a pagare, diventano illegittime". In termini giuridici, l'assoluzione c'è per "carenza dell'elemento psicologico". "Il processo penale - spiega il giudice - impone di valutare e di provare la volontarietà dell'omissione, volontarietà che nel caso di specie non sussiste, causa la crisi finanziaria che ha posto" l'imprenditore "in una condizione di illiquidità".

DEL PIERO, IL PIÙ AMATO DAGLI ITALIANI


E' il numero uno tra gli sportivi

04/09/12
Alex Del Piero, Foto LaPresse
Del Piero, il più amato dagli italiani. Detto così, sembra uno spot. E invece è il risultato di un sondaggio di SPORT+MARKT. Quasi un plebiscito. L'ex capitano della Juveha ottenuto infatti il doppio delle preferenze rispetto a Valentino Rossi, nel dettaglio il 17% contro l'8%. Una popolarità conquistata dentro e fuori dal campo, che non sembra essere minimamente intaccata dal probabile trasferimento in Australia.
I risultati del sondaggio, del resto, parlano chiaro. La popolarità di Alex va oltre i confini nazionali, e supera addirittura quella ottenuta da David Beckham e Michael Schumacher rispettivamente in Gran Bretagna e in Germania.

Nel dettaglio per il 17% degli italiani tra i 16 e i 69 anni, pari a circa 7,4 milioni di persone, Del Piero è lo sportivo in attività più amato. A differenza di Beckham, la cui maggioranza di fan è di sesso femminile, l'ex n. 10 bianconero è apprezzato sia dalle donne che dagli uomini. Inoltre Del Piero, nonostante abbia sempre giocato per la Juventus, è stimato in ogni parte dell'Italia. In particolare il 26% dei suoi tifosi provengono dal nordovest, contro un 35% dal sud e dalla Sicilia.

E gli altri? Valentino Rossi si piazza al secondo posto della classifica con l'8% dei voti. Sul gradino più basso del podio c'è invece l'olimpionica di nuoto Federica Pellegrini (7%). Medaglia di legno perFrancesco Totti, che ottiene soltanto il 6% delle preferenze.

CITY DISPOSTO A FAR FOLLIE PER CR7


Daily Star: pronta l'offerta di 120 mln

04/09/12
Cristiano Ronaldo, foto AP
La tristezza di Cristiano Ronaldo ha già messo in moto la 'macchina mercato' del Manchester City.Secondo il Daily Star, il club dello sceicco Mansour starebbe preparando un'offerta pazzesca per riportare in Premier League l'asso portoghese del Real Madrid, exManchester United: 95 milioni di sterline (120 milioni di euro) ai merengues e un contratto quadriennale per il giocatore, che ha un accordo con il club spagnolo fino al 30 giugno 2015.   
Pochi i club al mondo che possono permettersi di ingaggiare Cristiano Ronaldo. Tra questi il City, che la stampa inglese dà già in fermento per preparare l'assalto al campione portoghese, scontento della sua vita madridista. Il motivo della sua tristezza è ancora un mistero e tale resterà per qualche giorno, visto che CR7 ha scelto la linea del silenzio nel ritiro con la nazionale lusitana. Ma in Spagna i quotidiani sono scatenatissimi sull'argomento: a farla da padrona è la voce secondo cui il suo sfogo è in realtà una strategia per ottenere un aumento dello stipendio, attualmente di 10 milioni netti all'anno (il 'Mundo Deportivo' parla di una richiesta di 16 milioni).